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Le nuove politiche giovanili dei Comuni

Insieme alle Province i Comuni sono stati fino agli anni '90 gli unici attori pubblici impegnati nella lettura dei bisogni del mondo giovanile a livello locale e nella realizzazione di politiche socio-educative in cooperazione con le organizzazioni del Terzo Settore. Nell'ultimo ventennio la politica giovanile dell'Unione Europea ha stimolato i Comuni a ricoprire un ruolo di “ponte” tra la comunità giovanile locale e le opportunità provenienti dalle politiche giovanili regionali, nazionali ed Europee.
A livello nazionale, ad esempio, si pensi alla creazione di una rete tra i centri Informagiovani, alle sperimentazioni dei Piani Locali Giovani dove si è cercato di coniugare la progettualità giovanile con i processi di sviluppo locale, ai meeting nazionali tra spazi e centri di aggregazione organizzati dal mondo associativo.
A livello regionale, invece, si consideri il ruolo crescente ricoperto dalle Regioni a partire dagli Accordi di Programma Quadro siglati nel 2005 tra Ministero e Regioni, i quali hanno dato vita a programmi come Bollenti Spiriti in Puglia, Geco in Emilia Romagna, Filigrane e poi Giovanisi in Toscana, Visioni Urbane in Basilicata ecc.
A livello Europeo, infine,  la Commissione Europea e il Consiglio d’Europa sostengono l’operato delle organizzazioni impegnate nel settore giovanile, oltre ad offrire agli Enti locali stimoli e strumenti per innovare le loro politiche. Il programma Gioventù in Azione dell’UE (dal 2014 fatto confluire in Erasmus +) e quello dell’European Youth Fundation del Consiglio d’Europa, rappresentano per le organizzazioni operanti nel settore giovanile un’opportunità per potenziare e diversificare la loro mission educativa verso i giovani (ad es., sostenendo la progettualità giovanile, promuovendo scambi e incontri internazionali, organizzando iniziative formative per accrescere le competenze degli educatori  ecc.). A livello Europeo, inoltre, sono attive diverse organizzazioni non governative che promuovono reti di scambio, partnership di sviluppo e iniziative di peer education tra gli Stati Membri dell’UE, l’Europa dell’Est e i Paesi del Mediterraneo.
Dall’azione congiunta della Commissione Europea e del Consiglio d’Europa (formalizzata attraverso un accordo di parteneriato a partire dal 2007), sono emerse numerose sollecitazioni rivolte sia agli Enti Locali (Comuni, Regioni), sia al Terzo Settore impegnato nel settore giovanile. In particolare, i seguenti ambiti di intervento hanno assunto nel tempo una specifica priorità e disegnano l’orizzonte di sviluppo con il quale le politiche giovanili degli Enti Locali sono chiamate a misurarsi nei prossimi anni:
  • Creatività: La creatività come esperienza di sviluppo personale, mezzo espressivo, canale di dialogo con gli adulti, forma di produzione culturale, canale di ingresso nel mondo del lavoro e leva di sviluppoper il territorio          
  • Educazione non formale e informale: azioni di apprendimento attivo per il life long learning, la riflessione sui valori, la maturazione di relazioni con adulti e istituzioni capaci di accompagnare la realizzazione del proprio potenziale nella società
  • Partecipazione: la partecipazione dei giovani come esercizio di potere decisionale rispetto alle politiche che incidono sulla loro vita e come opportunità di ricoprire un ruolo attivo in progetti e servizi di tutela dei beni comuni (cittadinanza attiva)   
  • Social media: strumenti per attivare e amplificare processi reali di partecipazione ed esperienze diffuse di apprendimento (es., social networks, wicki tools, on-line crowd funding,  tools per creare, modificare e diffondere contenuti digitali ecc.)
  • Intercultura: il dialogo interculturale volto alla conoscenza reciproca tra culture e la prevenzione di fenomeni discriminatori e xenofobi, ad es., attraverso esperienze di studio, formazione e volontariato in un altro Paese dell’Ue
  • Youth work: la crescita professionale degli educatori non formali (youth worker) e lo sviluppo delle organizzazioni in cui operano (centri giovanili, informagiovani, laboratori, circoli, centri studenteschi, centri sociali, ecc.)